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Mangiato troppo nelle feste? Come dimagrire senza dieta

Ti è capitato di mangiare troppo durante le feste?

Di trovarti a passare da una cena a un pranzo con amici, colleghi e parenti e non riuscire a mantenere i tuoi standard? Hai fatto un po’ di stravizi e adesso ti senti appesantito? Non preoccuparti, è normale e non c’è nulla di grave.

La nostra mente inconscia ha percepito chiaramente questo periodo, in cui tutti i ritmi normali sono stati modificati, come un periodo “particolare”, e quindi è normale che abbia anche adottato comportamenti “particolari”.

Oggi però inizia la prima settimana completa di lavoro, riaprono le scuole e tutto riprende il flusso regolare. E’ quindi molto, MOLTO importante dare un chiaro segnale che il periodo “particolare” è finito, e che da oggi riprende il periodo “regolare”.

E’ importante che tu oggi faccia un passo chiaro per sancire questo passaggio. Due settimane di festeggiamenti, cene e brindisi possono averti appesantito leggermente e forse ora il tuo corpo ha bisogno di  un po’ di purificazione per drenare un eccesso di tossine, ma su un organismo abituato ad alimentarsi correttamente per tutto l’anno, questo lascia poca traccia. E viene riassorbito in fretta. Credimi, anche i magri naturali cedono agli stravizi e magari mettono su un paio di chiletti durante le feste, ma il loro pilota automatico, naturalmente, li riporta sulla linea regolare in modo da smaltirli senza neppure rendersene conto.

Ecco quello che vorrei è che tu facessi altrettanto! Se avevi già iniziato ad applicare questo metodo, è il momento di riprendere in mano tutto il materiale, tirare una bella riga e ripartire dal punto zero. Se invece è la prima volta che arrivi su questo blog, magari spinto dall’esigenza inconscia (ma positiva) di rimetterti in forma dopo le feste, fai un passo concreto adesso: iscriviti alla newsletter e scarica i prodotti gratuiti, che ti daranno i primi strumenti pratici per sancire il tuo cambio di rotta. Oppure vai sull’area corsi online e scegli un percorso. Puoi partire da Liberi di Mangiare che è un prodotto a bassissimo prezzo che ti fornisce le 5 mosse per dimagrire senza dieta. E’ un prodotto nuovo che non a caso ho messo sul mercato a metà dicembre in modo da essere estremamente fruibile per la rimessa in forma a partire da OGGI.

Oppure, sulla base delle tue esperienze, puoi fare qualcosaltro, per sancire il cambiamento da oggi. Scegli qualcosa che sia chiaro e duraturo. Ti faccio un esempio: se decidi di andare in palestra, programma i due o tre allenamenti settimanali, segnali in agenda e possibilmente fai un iscrizione annuale o almeno semestrale alla palestra. In questo momento ci vuole tutta la tua determinazione a “forzare” una nuova abitudine, perché qui è estremamente evidente la leva della parte mentale sul tuo sviluppo fisico dei prossimi mesi.

Ora parte una nuova tappa di vita che, per la maggior parte delle persone, a parte un paio di brevi sospensioni, porta fino alla pausa estiva. Bene come arriverai all’estate? Comincia a pensare ORA a come sarai a fine luglio quando andrai in vacanza. Spesso le persone mi contattano con l’ansia della “prova costume” a fine giugno pregandomi di farle dimagrire per andare al mare… e se ci pensassimo ora? Non sarebbe tutto più semplice e anche molto più piacevole?

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Ci rubano il lavoro (?)

L’immigrazione è uno dei temi più dibattuti degli ultimi tempi e non solo in Italia, quanto in tutta l’Unione Europea. Una delle critiche maggiori fra quelle mosse a quest’ultima, oltretutto, è proprio la pessima gestione dell’emergenza migratoria e non sono pochi i partiti europei che, prendendo a piene mani dal nazionalismo, lamentano l’eccessiva presenza di immigrati nel proprio paese, una situazione che, lo sappiamo, non è certo estranea per l’Italia. Tuttavia, sull’argomento, non si diffondono troppo spesso dei dati precisi, che diano un’idea della reale dimensione del fenomeno e dell’effettivo impatto,  sia esso positivo o negativo, che la migrazione produce. Partiamo da una semplice osservazione quantitativa: il fenomeno migratorio nel nostro paese è fortemente sovrastimato; c’è una percezione abbastanza diffusa che rasenta le ipotesi di invasione ma, in realtà, i numeri reali parlano di una situazione diversa.

Secondo il recente Rapporto Migrantes 2016, i migranti presenti in Italia, a fine 2015, erano poco più di 5 mln, numero che corrisponde ad un aumento rispetto all’anno precedente dell’1,9%. Questo numero, prosegue il rapporto, indica che gli immigrati regolari presenti nel nostro paese rappresentano l’8,2% della popolazione, provenienti da 198 diverse nazionalità fra le quali, le più presenti, sono Marocco, Albania e Romania. Da evidenziare come, i permessi, siano rilasciati a richiedenti asilo solo per il 7% del totale: la maggioranza degli immigrati regolari, infatti, (più del 50%) ottengono il permesso per motivi lavorativi e il 30% per motivi famigliari. Le regioni che hanno maggiore affluenza sono la Lombardi, con il 23%, e la Campania con il 28%; in generale, il nord Italia vede sul suo territorio il 60% circa dei migranti regolari.

E quelli irregolari? Per ovvie ragioni, non si può avere un numero esatto che ci dica quanti migranti irregolari ci sono sul nostro territorio; tuttavia, la Fondazione Ismu, ha fatto una stima attraverso un rapporto, secondo la quale i clandestini sarebbero circa 400mila. ciò significa che, complessivamente, rappresentano lo 0,7% della popolazione. Se volessimo aggiungere gli irregolari al conteggio degli stranieri sul territorio utilizzando questa stima che, potremmo notare che gli stranieri in Italia sono circa 5,8 mln e pesano per il 10% della popolazione del paese.

Oltre alle misure semplicemente quantitative, che danno un’idea soltanto sui numeri, spesso si critica il costo che gli immigrati producono per il nostro paese; l’OCSE ha fatto sapere, sull’argomento, che non solo i migranti rappresentano il 70% dell’aumento di forza lavoro in Europa, ma anche che questi contribuiscono in tasse e contribuzioni sociali più di quanto ricevano in benefit. A questo si può aggiungere un dato emerso da un altro rapporto, questa volta pubblicato a marzo, da Concord Europe, dal quale emerge come i migranti occupino spesso posti di lavoro scarsamente qualificati, per i quali nei paesi occidentali si registra un disallineamento fra domanda e offerta, dovuto al fatto che la maggior parte dei cittadini autoctoni tende a rifiutare lavori umili e mal retribuiti; questa categoria occupazionale rappresenta, in Italia, il 40% delle opportunità lavorative totali, il che spiega anche la percezione di una forte mancanza di opportunità lavorative.