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Ci rubano il lavoro (?)

L’immigrazione è uno dei temi più dibattuti degli ultimi tempi e non solo in Italia, quanto in tutta l’Unione Europea. Una delle critiche maggiori fra quelle mosse a quest’ultima, oltretutto, è proprio la pessima gestione dell’emergenza migratoria e non sono pochi i partiti europei che, prendendo a piene mani dal nazionalismo, lamentano l’eccessiva presenza di immigrati nel proprio paese, una situazione che, lo sappiamo, non è certo estranea per l’Italia. Tuttavia, sull’argomento, non si diffondono troppo spesso dei dati precisi, che diano un’idea della reale dimensione del fenomeno e dell’effettivo impatto,  sia esso positivo o negativo, che la migrazione produce. Partiamo da una semplice osservazione quantitativa: il fenomeno migratorio nel nostro paese è fortemente sovrastimato; c’è una percezione abbastanza diffusa che rasenta le ipotesi di invasione ma, in realtà, i numeri reali parlano di una situazione diversa.

Secondo il recente Rapporto Migrantes 2016, i migranti presenti in Italia, a fine 2015, erano poco più di 5 mln, numero che corrisponde ad un aumento rispetto all’anno precedente dell’1,9%. Questo numero, prosegue il rapporto, indica che gli immigrati regolari presenti nel nostro paese rappresentano l’8,2% della popolazione, provenienti da 198 diverse nazionalità fra le quali, le più presenti, sono Marocco, Albania e Romania. Da evidenziare come, i permessi, siano rilasciati a richiedenti asilo solo per il 7% del totale: la maggioranza degli immigrati regolari, infatti, (più del 50%) ottengono il permesso per motivi lavorativi e il 30% per motivi famigliari. Le regioni che hanno maggiore affluenza sono la Lombardi, con il 23%, e la Campania con il 28%; in generale, il nord Italia vede sul suo territorio il 60% circa dei migranti regolari.

E quelli irregolari? Per ovvie ragioni, non si può avere un numero esatto che ci dica quanti migranti irregolari ci sono sul nostro territorio; tuttavia, la Fondazione Ismu, ha fatto una stima attraverso un rapporto, secondo la quale i clandestini sarebbero circa 400mila. ciò significa che, complessivamente, rappresentano lo 0,7% della popolazione. Se volessimo aggiungere gli irregolari al conteggio degli stranieri sul territorio utilizzando questa stima che, potremmo notare che gli stranieri in Italia sono circa 5,8 mln e pesano per il 10% della popolazione del paese.

Oltre alle misure semplicemente quantitative, che danno un’idea soltanto sui numeri, spesso si critica il costo che gli immigrati producono per il nostro paese; l’OCSE ha fatto sapere, sull’argomento, che non solo i migranti rappresentano il 70% dell’aumento di forza lavoro in Europa, ma anche che questi contribuiscono in tasse e contribuzioni sociali più di quanto ricevano in benefit. A questo si può aggiungere un dato emerso da un altro rapporto, questa volta pubblicato a marzo, da Concord Europe, dal quale emerge come i migranti occupino spesso posti di lavoro scarsamente qualificati, per i quali nei paesi occidentali si registra un disallineamento fra domanda e offerta, dovuto al fatto che la maggior parte dei cittadini autoctoni tende a rifiutare lavori umili e mal retribuiti; questa categoria occupazionale rappresenta, in Italia, il 40% delle opportunità lavorative totali, il che spiega anche la percezione di una forte mancanza di opportunità lavorative.